Rosanna Camponovo-Canetti – Vorrei essere la voce di Bianca e …non solo di lei

Vorrei essere la voce di Bianca e …non solo di lei. 

(Rosanna Camponovo-Canetti)

Sono fiera di far parte dei 15 candidati over 60 presenti nella lista numero 4.

Gli over 60 rappresentano quasi un quarto della popolazione,anch’essi hanno il diritto di essere rappresentati in parlamento e di poter così dire la loro.

Pensando allo slogan ”Siamo la vostra voce” desidero essere la voce di Bianca, un’ ottantaquattrenne che ho incontrato ed ascoltato a più riprese. Ecco la sua testimonianza, ridotta per non annoiarvi, tediarvi:

<<Paolinami parla con rispetto, usa modi fuori moda.

CON LEI MI COMPORTO IN MODO ELEGANTE, COME LEI CON ME.

Cristinaè più alla buona, più famigliare. Sono otto anni che viene da me. Sa cosa mi piace.

LA NOSTRA RELAZIONE E’ BASATA SULLA SEMPLICITA’. FINALMENTE CON LEI POSSO ESSERE ME STESSA.

Petranon parla molto. Non conosce bene la lingua. Si limita al buongiorno e buonasera. Fa il suo lavoro in silenzio. QUESTO SILENZIO E’ RIPOSANTE.

Stefaniaè piuttosto pettegola.

Mi racconta cosa vede dagli altri e sicuramente racconta loro  cosa vede da me.

L’ASCOLTO EDUCATAMENTE E ME NE GUARDO BENE DI FORNIRLE SPUNTI DI CONVERSAZIONE DI QUESTO GENERE.

Laurami parla come fossi una bambina. Una bambina di 84 anni. 

LA LASCIO DIRE E FARE, SOPPORTO PERO’ TUTTO QUESTO A MALAPENA.

Vengono tutti i giorni. Mattino, mezzogiorno e sera.

Mi aiutano ad alzarmi, a lavarmi, a vestirmi, a cucinare, a pulire la casa, fino all’andare a letto.

Non sfugge loro nulla.

Hanno preso possessione della mia casa, del mio guardaroba, del mio salotto, della mia cucina. Della mia vita insomma.

Io subisco in silenzio. Non ho scelta. Questa situazione… o la casa per anziani.

Da sola purtroppo non ce la faccio più. Lo so io, lo sanno i miei figli, lo sanno anche Paolina e le altre signore dell’aiuto domiciliare che per fortuna ci sono e che chiaramente ringrazio. Mi adatto a loro e loro a me. Recito quindi molti personaggi.

E’ molto faticoso per me. Ho l’impressione di essere a volte un oggetto fragile, a volte pesante, a volte polveroso, a volte banale. Un oggetto nelle loro mani, da curare. Una bambola in una casa di bambole. Esse inviano un messaggio in funzione di quanto ricevono o almeno credono di ricevere. Una  mi vede vulnerabile, un’altra mi  vede impettita e gran dama, un’altra misteriosa e distante, un’altra come un’amica e via di seguito.   

Io vorrei essere solo io: Bianca, di 84 anni, segretaria in pensione, vedova, a volte stanca, ma in forma e presente. Vorrei essere semplicemente una cliente e a volte gridare al mondo ”nonsono mica scema”.

Invece sono la persona anziana, dipendente, vulnerabile, l’utente che riceve, che ha bisogno di aiuto. Ogni loro sguardo, ogni loro gesto, ogni loro postura, il loro vocabolario  me lo dimostrano. Non è una comunicazione normale quella che abbiamo fra di noi>>.

Cosa aggiungere?

La comunicazione è una storia di parole, di sguardi, di gesti, di posture che non  dipendono solo dalle persone ma variano  anche dal contesto, dalle situazioni, dall’umore del giorno.

Non siamo le stesse persone dal panettiere, dai parenti, o dal vicino dove le variazioni nel comunicare sono più che legittime. Siamo  nell’ambito professionale e le cose cambiano. La  comunicazione qui non deve essere basata né sulla familiarità, né sull’ossequiosità, né sulla diffidenza, né sul maternalismo o sull’infantilizzazione, ma semplicemente sul rispetto degli uni e degli altri, sull’autenticità, con dolcezza e fermezza.

Per concludere vorrei ringraziare tutti coloro che si occupano in un modo o nell’altro di over 60:

operatori, famigliari curanti e volontari. Il PS deve essere anche la loro voce e cercare di ritrovare in futuro il giusto equilibrio per relazionare positivamente tra generazioni.

Grazie.

Rosanna Camponovo-Canetti

Candidata PS al Gran Consiglio 

Lista 4

Candidata 51

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