Vietare il burkini: una pagina nera della nostra città

C’è poco da commentare, c’è solo da piangere. Una commissione disastrosa, un rapporto oltremodo corposo da cestinare per un non problema. 

Questa è Locarno, questa è la sua scandalosa e patetica maggioranza della Commissione della Legislazione. Che altro aggiungere?

Che dall’aprile 2017, quando era stata inoltrata la mozione, il Municipio è stato silente, ha deciso di non decidere: novello Ponzio Pilato.

Che per una mozione fasulla, senza senso e perversa, polvere negli occhi per gli orbi, il relatore pipidino Belgeri è riuscito nella titanica impresa di scrivere ben 17 pagine, sostenute e firmate dal leghista Caldara, che ogni tanto si sveglia dal suo torpore, e dai due esponenti liberali Ferriroli e Bosshardt, quest’ultimo più volte astioso nei confronti di naturalizzandi provenienti da certe etnie.

Che bene ha fatto il direttore de La Regione, Matteo Caratti, a stigmatizzare questo modo di agire.

Che questa è Locarno, una città che dovrebbe essere aperta e tollerante, ma che con questi atti si dimostra chiusa in sé stessa, ancora avvolta da uno spirito medioevale.

Che noi, socialisti, combatteremo questa strisciante forma di razzismo, che saremo sempre dalla parte dei più deboli, disposti a dar loro voce, a difenderli dai soprusi e dallo sfruttamento.

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2 pensieri riguardo “Vietare il burkini: una pagina nera della nostra città

  • 27 Agosto 2020 in 17:26
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    benissimo !¨¨Se qualcuno a Locarno vede un burkini avvisi prontamente i membri del rapporto di maggioranza. che in modo oltraggioso citano anche per sostenere le loro tesi Diderot e D’alembert, riconfermando la loro ignoranza in materia di filosofia.

  • 28 Agosto 2020 in 17:29
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    Come scrivono i relatori della mozione di maggioranza :Prima citazione : “Alle nostre latitudini c’è il rischio di una diffusione del burkini “, quindi non una realtà. La realtà oggi è ben altra , sfido il firmatario On Mauro Belgeri a portare una solo foto di burkini sul territorio del locarnese.Le donne mussulmane benestanti non vengono in Ticino a trascorrere le loro vacanze, solo loro potrebbero permettersi un indumento molto costoso, le altre hanno veramente tanti problemi di sussistenza che non pensano lontanamente ad andare nei Lidi. Conclusione problema inesistente. Seconda citazione “ Per quale ragione lo Stato dovrebbe rimanere neutrale e assistere alla riproduzione di un’eventuale discriminazione di genere” Sottolineo “Un ‘eventuale “ dunque un’ipotesi molto remota…., forse quando i locarnesi daranno il permesso di costruire sul Monte Brè una mega struttura di cinque stelle che rovina l’ambiente ?solo allora arriveranno signore che potrebbero indossare il burkini.
    I relatori di maggioranza, si preoccupano di tutelare l’uguaglianza tra uomini e donne e affermano che il burkini è un’offesa alla civile convivenza.
    Benissimo allora difendiamo le donne, sul posto di lavoro, quando aspettano un bambino e non gli si rinnova più il contratto, quando come oggi con la pandemia sono le prime a essere licenziate, quando devono occuparsi della casa del lavoro e anche come è successo dell’accudimento dei figli seguendoli nei compiti a casa, quando le mamme con molto dolore non riescono a trovare per i loro figli un apprendistato, oggi ci sono 700 giovani a spasso.
    Le donne hanno oggi serie preoccupazioni, se il desiderio è di aiutarle, non facciamo perdere tempo al comune di Locarno con queste tematiche e se possiamo rimandiamole a tempi migliori.Oggi gli agenti di polizia hanno anche loro molti impegni per tutelare le rive del fiume Maggia con nudisti impertinenti e maleducati, pedofili e spacciatori.E aspettiamo che il Municipio decida come fanno in Vallemaggia ad assumere animatori per tutelare le rive e fare educazione ambientale e non per rincorrere fantasmi….con il burkini.
    Raccomando inoltre ai commissari che per rendere le loro affermazioni più altisonanti parlano di illuminismo, di non disturbare Denis Diderot e D’Alembert.
    Diderot scrive :
    …”ne traitez point en ennemi celui qui n’a pas les mêmes sentiments que vous, mais avertissez-le en frère. Intolérants, est-ce là ce que vous faites “

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