LUIGI ROMEO

Sono nato 65 anni fa e sono da poco pensionato. Prima operaio, poi gli studi infermieristici. Nel 1990 conseguo l’abilitazione cantonale alla gestione delle Istituzioni Pubbliche del Canton Ticino e in seguito ottengo il Bachelor in Gestione Socio-Sanitaria (1995) presso l’Alta Scuola per le Arti Sanitarie (oggi SUPSI).

Per tredici anni ho avuto l’opportunità di svolgere funzione di quadro: quale Direttore dei Servizi per le Dipendenze del Sottoceneri (1989 – 1999) e quale Coordinatore (2017 – 2019) di tutti i Servizi Sociali Comunali di Locarno (uff. AVS/AI, Ufficio assistenza e sportello LAPS, Uff. degli operatori sociali comunali, Centro Giovani, Asilo Nido, Ufficio naturalizzazioni).

Aver lavorato per circa quarant’anni in ambito sociale ha significato per me fare “politica” quotidianamente, difendendo emarginati e occupandomi di politiche sociali aiutando gli ultimi, ma soprattutto i penultimi, cioè di chi fa fatica ad accedere anche agli aiuti sociali.

Ho quindi deciso di dare un contributo più sostanziale allo sviluppo della lotta alla povertà, della politica ambientale, giovanile e della famiglia, delle politiche di accoglienza e d’integrazione senza dimenticare il lavoro. Politiche non disgiunte tra loro, ma interconnesse nelle ricadute sociali. Mi piace concepire il lavoro nelle istituzioni pubbliche aderente al concetto di prossimità che, in ambito delle politiche comunali, vuol dire stare vicini ai cittadini per permettere loro una partecipazione attiva alla vita e al quotidiano della città e a creare consenso attorno ai temi importanti che mi prefiggo di affrontare. Voglio tentare di dar voce ad un pensare e ad un fare che predisponga una visione sul lungo termine della città, senza tentare giochi e artifici contabili per poter dire sempre “va tutto bene”.

Il Partito Comunista, di cui faccio parte, si è espresso a favore di una lista unitaria con il Partito Socialista: “Insieme a sinistra per la socialità e l’ambiente”. Orbene, di fronte alla caduta delle ideologie e allo scolorimento delle passioni a cui assistiamo ho creduto opportuno esprimermi in una forza politica coerente, corretta, onesta e preparata che ha a cuore la società nella sua interezza e non solo l’economia.

Oggi Locarno presenta gravi lacune in tutti i settori della socialità e non solo, avendo privilegiato uno sviluppo economico (econometrico) poco aderente ai veri bisogni della città con una visione poca attenta alla complessità sistemica e concependo ogni settore (dicasteri) disgiunto dagli altri. Ha dialogato con “famiglie” e “caste” per difendere privilegi non più giustificabili, dimenticando le periferie e la gente comune. Ognuno, arroccato nel suo feudo, ha rivendicato (talvolta con rancore), e difeso la propria visione del mondo dimenticando che occupa quel posto su mandato dei cittadini e che a loro bisogna rendere conto e portare rispetto.

Desidero poter rafforzare la presenza in Municipio e in Consiglio Comunale delle forze di sinistra. Per avere e dare voce a quelle situazioni o problematiche politiche, sociali e non solo per cui la sinistra si batte.

Vorrei una Locarno aperta e dialogante, con un’attenzione maggiore ai giovani e ai loro spazi, agli anziani, all’ambiente e che permetta a tutti una miglior qualità di vita. Una città rispettosa e capace di mettere al centro il benessere di tutti, non di pochi.

Come nello slogan della Rivoluzione francese di L. M. Prudhomme:

« I grandi si sentono grandi solo perché noi siamo in ginocchio: alziamoci! »

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