La linea sottile fra trasparenza e attacco personale
Da sempre il Partito Socialista è in prima linea nel promuovere la trasparenza istituzionale, principio fondamentale per istituzioni democratiche, credibili e responsabili. Un’interrogazione da parte di un Consigliere comunale su questo tema non è dunque sola-mente benvenuta, ma addirittura auspicata. Nell’interrogazione “Cooperative d’abitazione: interessi pubblici o privati?” del 6 agosto, di cui è primo firmatario Simone Merlini del PLR e sottoscritta da 20 Consiglieri comunali, si è però, a nostro modesto giudizio, andati oltre. Se alcune domande sono pienamente legittime, altre non lo sono: sono tendenziose, allusive e contengono chiari attacchi personali nei confronti della Cooperativa Radice e di esponenti della Sinistra Unita e della Sezione PS di Locarno.
Come è giusto che sia, nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali, la Sezione del PS di Locarno aspetterà in assoluta serenità le risposte del lodevole Municipio, confidando che il comunicato stampa della Cooperativa Radice – pubblicato nell’edizione de LaRegione dell’11 agosto – abbia contribuito a chiarire che cosa sia una cooperativa di utilità pubblica (no profit!) e a colmare la scarsa conoscenza in materia dimostrata dagli interroganti, una lacuna che emerge già con evidenza dal titolo stesso dell’interrogazione.
Il presente comunicato stampa vuole provare a contestualizzare politicamente quello che, agli scriventi, appare come – attraverso la Cooperativa Radice – un evidente attacco alla Sezione del PS di Locarno, volto a screditarne alcuni membri. La vera ragione sembra emergere dall’interrogazione stessa: “Gli stessi membri della Cooperativa sono infatti anche in prima fila nella battaglia della Sinistra Unita per bloccare la realizzazione delle residenze secondarie a Locarno, con tanto di istanze al Cantone e alla Confederazione.” Questa “battaglia”, così impropriamente definita, non è null’altro che un’azione volta al ripristino della legalità. Nel febbraio 2026, a seguito della segnalazione del PS che aveva denunciato l’errato conteggio degli affittacamere da parte della Città di Locarno, la Confederazione è infatti intervenuta sull’operato dell’Esecutivo, confermando il superamento della soglia del 20% e, di fatto, bloccando la realizzazione di nuove residenze secondarie.
Ciò ha posto il Municipio cittadino e in particolare il dicastero pianificazione – ora in mani PLR, già in mani PPD – in una posizione di oggettivo imbarazzo istituzionale, dovendo prendere atto di un errore amministrativo dalle conseguenze rilevanti. Non da ultimo perché, nell’istanza al Consiglio di Stato, il PS ha richiesto l’annullamento di tutte le licenze rilasciate abusivamente dal Municipio, in quanto viziate dall’errato conteggio effettuato dallo stesso.
È in questo contesto che, nella lettura politica della summenzionata interrogazione, diventa difficile non pensare che alla sua origine possano esserci anche una certa frustrazione e un risentimento legati alle importanti conseguenze economiche che il superamento della soglia del 20% ha avuto per diversi promotori immobiliari attivi sulla piazza locarnese — interessi che, va detto, attraversano trasversalmente lo schieramento politico del centrodestra cittadino, con rappresentanti tutt’ora in carica nelle istituzioni o che, pur non essendolo più, mantengono una forte influenza. Un elemento che assume particolare rilevanza alla luce delle dichiarazioni dello stesso primo firmatario, Simone Merlini, il quale ha ammesso in un’intervista al Quotidiano del 31 marzo di aver subito una perdita economica di circa 450’000-500’000 franchi su un unico progetto immobiliare, proprio a seguito del superamento della soglia del 20% delle residenze secondarie.
È in questo contesto che, a nostro avviso, va letta l’interrogazione: non tanto come un legittimo esercizio degli strumenti di controllo politico – che nessuno intende mettere in discussione –, quanto come un’iniziativa che rischia di trasformare un legittimo confronto istituzionale in uno strumento di attacco politico e personale. In questo periodo delicato per le Istituzioni pubbliche, auspichiamo che tutti i partiti cittadini, si distanzino da queste modalità di fare politica e dall’impiego illegittimo delle attività politiche e dei preziosi strumenti democratici per attaccare persone ed enti con il solo scopo di difendere i propri interessi personali. Occorre tornare a fare politica per la collettività e non per il proprio borsellino in modo costruttivo e collaborativo per risolvere i problemi che toccano tutte le locarnesi e i locarnesi.
Partito Socialista, Sezione di Locarno
