REGINALD MORETTI (RONNIE)

Ho deciso, in accordo col mio partito e seguendo il nuovo corso, di farmi da parte in Municipio, dove sono rimasto 9 anni, per favorire forze nuove e fresche, persone intelligenti e pronte a segnare il cambiamento, che hanno tutta la mia stima. Rimango però, vista l’ostinata passione, candidato per il Consiglio comunale, con l’obiettivo, se sarò eletto, di dare un sostegno alle giovani leve.

Sono nato nel 1958 e sono di professione geografo, il che mi aiuta a leggere la fatica del nostro agglomerato urbano suddiviso in troppi comuni. Per il mio partito, il PS, sono stato presidente della sezione di Locarno, poi nel 2008 sono entrato in Consiglio comunale e nel 2012 in Municipio.

Inutile dire che il sociale è sempre al centro dei miei interessi. Nelle due legislature in Municipio le richieste di aiuto da parte dei miei concittadini sono molto aumentate (problema che si è acuito e si acuirà ancora con la pandemia) e ho cercato di espandere il peso della socialità. Assieme all’Amministrazione, siamo riusciti a caratterizzare con modalità partecipative gli “Spazi pubblici a misura di anziano”, abbiamo conseguito primi in Ticino la certificazione UNICEF “Comune amico dei bambini”, abbiamo rilanciato il progetto dell’operatore regionale di strada, sempre più necessario ai nostri ragazzi.

Abbiamo promosso diversi progetti nell’ambito del Piano cantonale per l’integrazione, e in città si è insediato un centro di socializzazione gestito dall’associazione Il Tragitto. Dopo il primo lockdown  abbiamo riunito le associazioni che aiutano economicamente la popolazione locarnese, per essere tutti insieme più incisivi. Avevamo anche proposto una seconda sede del nido comunale, di qualità e con le rette progressive, che non avrebbe nemmeno portato ad un aumento del disavanzo, proposta che purtroppo è stata tristemente boicottata dal Municipio e giunta troppo tardi in Consiglio comunale, quando i locali necessari erano già stati affittati.

Stendiamo poi un velo pietoso sulle menzogne, montate ad arte a scopo politico e legate al San Carlo, una realtà già compromessa in cui si è cercato di fare di tutto per rimediare. Una realtà, quella della casa anziani San Carlo, che ha richiesto un’enorme mole di lavoro che mi ha permesso di lasciare l’Istituto con tutte le carte in regola per favorire il rientro alla normalità.

Per fare mente locale, in passato, in CC avevo lavorato per l’introduzione della conduzione per obiettivi per generare un rapporto virtuoso tra Municipio e Amministrazione, avevo denunciato lo squilibrio tra la crescita della costruzione e quella ben più misera della popolazione, mi sono battuto contro la politica della svendita dei terreni della Città e ho denunciato l’abbassamento del moltiplicatore senza una contropartita sulla socialità.

Nel frattempo molte cose sono cambiate, ma problemi e difficoltà sono rimasti spesso troppo uguali a sé stessi, con l’impressione che non ci sia una vera volontà nel risolverli.

“Tornare in CC è tornare alle origini, conscio che a dare una mano siamo tutti, una nuova corrente che può cambiare le cose.”

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